Di questa scuola, che nel napoletano faceva capo a G. Battista Lama e al Buono, troviamo in Maiori riscontro nella pratica pittorica di Giovannangelo o Giovan Anjello D'Amato e dei figli Francesco, Donato e Giovannantonio. E fu proprio quest'ultimo che, dimostrando più spiccata personalità artistica, subentrò al genitore nella direzione della bottega.

Giovannangelo D'Amato fu scolaro dei Lama e di G.A. Criscuolo fino al 1576. Poi si associò con G. Imparato col quale dipinse fino al 1583, anno in cui conobbe il Buono, e fino al 1600 coniugò la scuola del Buono con l'arte pittorica fiamminga. Particolare importanza, in tale contesto, riveste l’influenza esercitata dall'artista Teodoro D'Errico, autore dell'Ascensione (fine 500), opera che troviamo nella chiesa di S. Francesco a Maiori. Nelle opere che vanno dal 1600 al 1615 G. Angelo D'Amato, anche con il contributo dei suoi giovani figli, esprime il realismo devozionale che fu tanto caro al pittore Fabrizio Santafede.

La bottega dei D'Amato, che lasciò nelle chiese di Napoli e della costiera le testimonianze della propria pregevole arte, raggiunse in poco tempo tale fama da essere considerata una delle più attive di questo periodo, ritenuto il secolo d'oro della pittura napoletana.. Infatti la bottega dei D'Amato può essere considerata autrice di quelle opere conservate a Maiori che la critica d'arte e, in particolare, la Soprintendenza alle Belle Arti attribuisce alla scuola locale del XVII secolo. Infatti, con il dovuto beneficio dell’inventario, si attribuiscono alla bottega dei D'Amato, in Collegiata, la tavola raffigurante la Madonna del Rosario (3o altare navata destra), la Madonna dell'Avvocata (4o altare navata destra), l'Annunciazione (2 o altare navata sinistra), l'andata al Calvario (2 o altare navata destra), la Madonna della Cintura (altare della crociera di destra), infine, con qualche dubbio in più, quattro delle sei tele che si trovano in alto nella navata centrale attribuite ad artisti locali ignoti.

Insigne Collegiata di S. Maria  a Mare
Annunciazione - Sec. XVI - XVII

Altre opere del fondatore della bottega, benché coadiuvato dai figli, le troviamo ad Atrani (un trittico del 1576), a Ravello (S. Michele Arcangelo del 1583), a Vettica nella chiesa di S. Gennaro (Madonna tra santi 1583), a Tropea nella chiesa della Sanità (l'Annunciazione 1691), a Fiumara (Madonna tra i due S.Francesco (1600), a Mesuraca (Madonna degli Angeli), a S. Angelo dei due Golfi (Madonna tra S. Rocco e S. Antonio), a Cosenza in S.Francesco (Martirio di S.Caterina). Tante altre opere sono conservate a Napoli, fra le quali ricordiamo: La Vergine Lauretana, che si trova nella Chiesa di S. Maria del Popolo agli Incurabili, nella chiesa del Divino Amore la Sacra Famiglia che nel 1991 è stata esposta al Christie's di Londra, la Natività nel Monastero di S. Chiara, la Madonna di Costantinopoli, nella Chiesa dell'Immacolata Concezione a S.Orsola. Al figlio Giovanniantonio (doc.1594-1635) sono da attribuire la S. Famiglia della Cappella del Monte dei Poveri (intorno al 1620), il Martirio diS. Orsola ed il martirio di S. Cordula nella chiesa dei Girolamini (1622), la tela dell'Immacolata coi SS. Bernardo e Margherita dell'omonima chiesa; ancora una tela "Regina Angelorum", trafugata alla Chiesa Monte di Pietà nel 1992, mentre nella quadreria dei Girolamini si trova una Deposizione e la Sacra Famiglia.

Questa sezione è stata realizzata grazie al contributo del Sig. Vincenzo Mammato