Il territorio del Comune di Maiori, in Provincia di Salerno, è situato nella parte a sud del massiccio dei Monti Lattari, tra i Comuni di Cetara e Vietri sul Mare ad est, di Cava dei Tirreni e Tramonti a nord, di Ravello e Minori ad ovest, e a mezzo giorno con il mare.

La superficie territoriale è di ha 1,650 in massima parte montana con le emergenze dei monti Demanio e del Monte Falerzio, ove è ubicato il famoso Santuario dell'Avvocata.

A 8 Km dal capoluogo, adagiata in un'amena vallata, si trova la frazione Erchie, molto rinomata per la sua incantevole posizione sul mare. Gli assi viari che attraversano il territorio di Maiori sono la SS 163 che corre lungo il tratto costiero che da Vietri sul Mare porta a Maiori e, snodandosi poi per Minori, Atrani, Amalfi, Conca dei Marini, arriva fino a Praiano e Positano e subito dopo Amalfi, deviando per Agerola, fino a Castellamare di Stabia.

Tale strada, tagliata nella viva roccia, fu aperta per il tratto Amalfi-Maiori nel 1851 da Ferdinando II di Borbone, ed è fra e più frastagliate del mondo; la provinciale Maiori-Chiunzi, che risale il Reginna Major e si collega alla rete stradale dell'Agro-Nocerino.

 

Attualmente Maiori presenta un nucleo principale compreso tra la fascia costiera a sud fino agli inizi del Borgo San Pietro. Poco oltre questo abitato vi sono i borghi di Santa Maria delle Grazie, Vecite e Ponte Primario. Alla fine del Borgo San Pietro partono due grandi vie principali: il Corso Reginna attraversato dall'omonimo torrente e ai lati del quale sorgono due file di sontuosi antichi palazzi, e la Via Nuova Chiunzi, tutta fatta di nuovi edifici sorti con la ricostruzione della città dopo la tremenda alluvione del 1954. I folti nuclei abitati di case dalla caratteristica arabo-mediterranea Lazzaro e Lama a oriente, Campo, Vena e Paie ad occidente, testimoniano la presenza della città vecchia, storicamente e panoramicamente di gran pregio e riguardo. I resti del Baluardo di San Sebastiano, le antiche mura della città, che vennero costruite nel IX sec. d.C., rappresentano nell'attuale forma urbana, il margine tra la città antica e quella moderna. Le nuove costruzioni, sorte nel decennio '60-'70, hanno occupato l'intera fascia costiera di orti e giardini; invece sulle colline resistono i nuclei urbani dell'antica Reghinna, come ne assumeva il nome fino al X secolo.