"IX Sonata di A. Corelli" (op. Vª), 
d'après F.S. Geminiani Harmonisée 
et revue par O. Back et A. Tirabassi
 


Il violinista e compositore Arcangelo Corelli (Fusignano di Romagna 1653 - Roma 1713) deve la sua fama soprattutto alle 12 Sonate solistiche dell'op. V. In queste Sonate l'impiego del virtuosismo non è fine a sè stesso ma tende a mettere in risalto la cantabilità e l'espressività dello strumento; il loro valore è la fluidità, la razionalità, l'equilibrio. Queste qualità ne giustificano il loro massiccio sfruttamento ai fini didattici dal '700 ad oggi e, grazie all'apporto degli allievi che le fecero conoscere in tutta Europa, la loro influenza fu generale. Nell'op. V Corelli non ha indicato alcun abbellimento e persino la linea melodica si presenta nelle sue componenti essenziali; in questo modo egli sottintende una concreta collaborazione esecutiva: "Una volta era sottinteso che l'esecutore, strumentista o cantore, ornasse una semplice melodia secondo il proprio capriccio ed il proprio gusto musicale; per questo motivo il compositore non indicava che pochissimi abbellimenti" (H. Riemann). Il violinista, compositore e teorico Francesco Saverio Geminiani (Lucca 1687 - Dublino 1762), uno dei migliori allievi di Corelli, contestato in Italia per le sue "eccentricità" esecutive, nel 1711 si trasferì a Londra dove ebbe immenso successo quale esecutore delle Sonate dell'op. V, allora ritenute ineseguibili, introducendovi varianti, abbellimenti, soluzioni tecniche ardite e lasciandone testimonianza scritta, evidentemente per preservare una prassi esecutiva che l'epoca galante andava emarginando. La IX Sonata è estratta da "A General History of the Science and Practice of Music by Sir John Hawkins / London / Printed for T. Payne and Son, at the News-Gate / MDCCLXXVI". Alla pagina 393 del Tomo V Hawkins scrive: "Il seguente "solo" di Corelli, scritto come Geminiani aveva l'abitudine di suonarlo, riproduce un manoscritto autografo ed è qui inserito come il migliore specimen dello stile e della maniera della sua esecuzione". Dalle note introduttive alla Sonata, nell'edizione curata da Antonio Tirabassi (Amalfi 1882 - Bruxelles 1947) ed Oskar Back (Vienna 1879 - Bruxelles 1963): "ci siamo sforzati di realizzare il basso continuo nella maniera in cui lo si faceva "a vista" nel XVII secolo e, essendo il basso cifrato affidato al clavicembalo, abbiamo creduto di far bene conservando nell'armonizzazione la semplicità arcaica che conviene a questo strumento; questa semplicità appare ugualmente in una esecuzione al pianoforte". (Antonio Porpora Anastasio - marzo 1998) 


Nota informativa su Oskar Bach (dal "DEUMM - Utet"):  

OSKAR BACK (Vienna 1879 - Bruxelles 1963) violinista ed insegnante austriaco di origine ungherese. Allievo di violino al Conservatorio di Vienna, ricevette a 16 anni una medaglia d'argento per il suo talento. Proseguì gli studi a Bruxelles con E. Ysaÿe e C. Thompson. Dopo la Prima Guerra Mondiale si stabilì ad Amsterdam, ove fu attivo dal '21 al '62 e, per il 70º compleanno, fu fatto cavaliere dell'ordine Orange-Nassau dalla regina Giuliana. Curò revisioni di autori antichi e scrisse le cadenze per il concerto op.77 di Brahms. Nel '57 fu fondato da amici ed allievi l'"O. B. Studienfonds" a favore di giovani talenti, che organizza ogni due anni il Concorso violinistico nazionale olandese. 


Dal comunicato stampa:  

Nel quadro delle manifestazioni organizzate in onore di Antonio Tirabassi, il concerto del 28 marzo rappresenta il secondo appuntamento dedicato alla riscoperta delle opere del musicologo amalfitano mediante la diretta esecuzione in concerto. Il primo appuntamento avvenne lo scorso settembre 1997 con l'esecuzione della trascrizione per clavicembalo della Suite in sol minore per liuto di J.S. Bach accompagnata dalla pubblicazione "Antonio Tirabassi - dignum memoria" curata da Angelo Tajani ed Antonio Porpora-Anastasio. Il primo brano in programma è la IX Sonata di Arcangelo Corelli (dall'op. V), nella versione di Francesco Saverio Geminiani, armonizzata e riveduta dal violinista O. Back e da A. Tirabassi.  Si tratta di un raro documento di indiscussa autenticità: la versione ornata della IX Sonata di Corelli ad opera di Geminiani, uno dei suoi migliori allievi ed interpreti. La prima parte del programma si conclude con la Sonata in Sol maggiore op. 30 n. 3 di L. van Beethoven, una fra le più briose e popolari, mentre la seconda parte vede idealmente riuniti i coniugi Schumann con la presentazione delle Romanze op. 22 di Clara, pagine ancor oggi di raro ascolto, e la celeberrima Sonata in la minore op. 105 di Robert. 


Recensione di Angelo Tajani:  

"Notte di note con l'Obermann Duo nella cornice naturale di Ravello per rendere omaggio a Tirabassi" - La Città, mercoledì 1 aprile 1998, pag. 44. Due eventi eccezionali hanno caratterizzato il concerto di musica da camera in onore di Antonio Tirabassi svoltosi a Ravello nell'ambito dei concerti a Villa Rufolo. In primo luogo l'esecuzione della IX Sonata di Arcangelo Corelli, nell'edizione curata dal musicologo amalfitano A. Tirabassi e da Oskar Back, musicista viennese trapiantato a Bruxelles, scritta come il violinista lucchese F.S. Geminiani aveva l'abitudine di suonare. Riscoperta nella biblioteca del Regio Conservatorio della capitale belga, la IX Sonata di Corelli è stata riproposta esattamente a distanza di settant'anni dall'ultima esecuzione avvenuta nel 1938 in Belgio, nel corso dei Concerts Historiques organizzati da Tirabassi. Dalle note introduttive della Sonata, il musicologo amalfitano scrive: "Ci siamo sforzati di realizzare il basso continuo nella maniera in cui lo si faceva "a vista" nel XVII secolo". E ancora: "Il basso cifrato, affidato al clavicembalo, abbiamo creduto di far bene conservandone nell'armonizzazione la semplicità arcaica che conviene a questo strumento; questa semplicità appare ugualmente in una esecuzione al pianoforte". L'"Obermann violin and piano duo", formato dalla violinista Giulia Argentino e dal pianista Antonio Porpora-Anastasio, ha riscosso l'incondizionato consenso del folto pubblico, che ha applaudito a lungo non solo questa novità musicale, ma ha riservato applausi calorosi anche per le impegnate esecuzioni di L. van Beethoven, Clara Wieck e Robert Schumann, che completava il programma della serata. L'altro evento di grande risonanza, a cui accennavamo all'inizio, è stata l'esecuzione fuoriprogramma di una rarità assoluta: la giovanile "Serenata Andalusa" di Tirabassi, una melodia dolce ed appassionata dalle cui note traspare la vena romantica dell'autore, tipica della musica napoletana. Il concerto, insomma, non ha lasciato delusi gli appassionati del settore, che hanno apprezzato particolarmente le esecuzioni dei brani del musicologo amalfitano, solo di recente riscoperto dalla critica.